ACCADEMIA PER LA SALUTE DELLA DONNA

FONDAZIONE CAREGGI

Medicina di Genere

“Accademia della Salute della Donna”

Nel corso del 2017, la fondazione Careggi ha integrato fra i suoi obiettivi di ricerca la Medicina di Genere, attivando il progetto “Accademia della Salute della Donna”.

L’Accademia della Salute della Donna ha come scopo promuovere il benessere delle donne, attraverso progetti di ricerca scientifica di eccellenza e progetti di prevenzione, educazione alla salute e divulgazione della scienza.

L’Accademia collabora con il Dipartimento Materno Infantile, diretto dal Professore Felice Petraglia e con l’Università degli Studi di Firenze.

I NOSTRI OBIETTIVI

La medicina di genere è ormai parte della medicina del futuro. Gli straordinari contributi della ricerca di avanguardia hanno creato negli ultimi anni una cultura medica di prevenzione e cura diversificati fra uomo e donna, aprendo nuovi scenari di approccio diagnostico e terapeutico personalizzati. L’obiettivo primario dell’Accademia è il miglioramento della prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie della sfera femminile.   Le influenze ormonali e del sistema immunitario sulla salute fisica e mentale delle donne contribuiscono ad un delicato equilibrio già durante la vita in utero, che va incontro a modifiche durante la pubertà, l’età fertile, la gravidanza, la menopausa e l’invecchiamento. La rottura di questo equilibro porta allo sviluppo di malattie ginecologiche (endometriosi, fibromi uterini, tumori maligni), disturbi riproduttivi (infertilità), e malattie sistemiche che risultano essere più frequenti nelle donne (sclerosi multipla, depressione, osteoporosi, malattie autoimmuni).

L’Accademia della Donna studia anche il ruolo dell’epigenetica che, tramite la dieta ed i fattori ambientali, influenza la salute delle donne. Lo stress altera il sistema endocrino-immunitario, favorendo lo sviluppo di malattie sistemiche, endocrine, ginecologiche e riproduttive, determinando effetti nocivi che possono essere trasmessi anche al feto.

COSA FACCIAMO e COSA ABBIAMO FATTO

Le attività della Accademia della Salute della Donna si dividono in tre grandi capitoli.

pastedGraphic.png

La Fondazione promuove l’attività di formazione delle giovani generazioni in tutto il mondo, sostenendo la ricerca (dottorati di ricerca, assegni di ricerca) e la formazione (borse di studio, master) in una dimensione internazionale, favorendo le esperienze formative nelle varie istituzioni pubbliche e private nel mondo.

Attraverso ricerca, formazione e divulgazione, l’Accademia della Donna si interessa principalmente di:

1. patologie dell’età riproduttiva;

2. patologie della donna in gravidanza;

3. patologie della donna in post-menopausa.

 

Referente del progetto e membro della rete internazionale ACCADEMIA DELLA SALUTE DELLA DONNA:

Prof. Felice Petraglia, Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” dell’Università di Firenze e Direttore del Dipartimento Materno-Infantile (DAIMI) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.

PROGETTI DI RICERCA IN CORSO

Sono attualmente in corso i seguenti progetti di ricerca di base o studi clinici:

1) patologie dell’età riproduttiva

  • A partire dall’età adolescenziale vengono studiate le disfunzioni mestruali (amenorree, insufficienza ovarica prematura, dismenorrea, sindrome pre-mestruale, sanguinamenti uterini anomali).

In particolare:

  • Il ruolo degli estrogeni e progestinici nel controllo del ciclo mestruale e dei suoi sintomi
  • La “qualità di vita” in relazione a disturbi mestruali ed eventuali conseguenze psicologiche
  • Endometriosi: è una malattia su base ormonale e infiammatoria che colpisce il 10% delle donne in età fertile. È caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale in sede anomala che va incontro a sanguinamenti con la periodicità del ciclo mestruale, provocando uno stato infiammatorio cronico pelvico. Si associa a dolore pelvico nel 60% dei casi, soprattutto durante il ciclo mestruale. Tuttavia può essere presente sintomatologia dolorosa ai rapporti sessuali, alla minzione e all’evacuazione, insieme ad altri sintomi di tipo intestinale e urinario. Si associa inoltre ad infertilità (30-35%), aborto spontaneo e a patologie sistemiche di tipo autoimmune, allergico e psichiatrico.

 

  • Adenomiosi: è un disordine uterino che colpisce il 10-20% delle donne in età fertile ed è  caratterizzato dalla presenza di tessuto ghiandolare endometriale nel contesto del miometrio (tessuto muscolare dell’utero). Causa dolore e sanguinamento abbondante alla mestruazione, associato a spotting perimestruale. È inoltre associato a difficoltà al concepimento con esito avverso della gravidanza. Nel 10-20% dei casi può essere associata a endometriosi, mentre in 1/3 dei casi è asintomatica, ma diagnosticata ecograficamente.
  • Fibromi uterini: rappresentano un tumore benigno dell’utero, con prevalenza variabile dal 15 al 30%. Nel 70% delle donne compaiono entro i 50 anni, e nella maggior parte dei casi sono asintomatici. Tuttavia,  dal 20 al 50% i fibromi si associano a dolore mestruale, a sanguinamento abbondante e disturbi da compressione. I sintomi dipendono dalla localizzazione e dalla dimensione del fibroma.

 

Per queste tre diverse patologie benigne, sono in svolgimento:

  • Studi di Biologia Molecolare:
  • Il ruolo svolto dai geni codificanti i recettori degli estrogeni e del progesterone (mutazioni, SNPs e metilazione del promotore)
  • Il ruolo svolto da molecole coinvolte nell’infiammazione, nella regolazione del sistema immunitario e dello stress ossidativo
  • Studi clinici:
  • La “qualità di vita” in relazione a disturbi mestruali ed eventuali conseguenze psicologiche in donne affette da disturbi uterini (endometriosi, adenomiosi, fibromi uterini)
  • Influenza del ciclo mestruale nel livello di stress  e qualità della vita nelle atlete adolescenti
  • Caratteristiche ecografiche dell’adenomiosi e grado severità della sintomatologia
  • Caratteristiche ecografiche dell’adenomiosi nelle adolescenti e dismenorrea
  • Valutazione dei fattori legati ai primi 1000 giorni di vita nelle donne che hanno sviluppato disordini uterini in età adulta
  • Trials clinici sull’utilizzo di :
      • farmaci nel trattamento dei fibromi uterini
      • farmaci per il trattamento dell’endometriosi
  • Tumore endometriale: Rappresenta il 5° tumore femminile per incidenza in Italia. Si manifesta più frequentemente nelle donne in post-menopausa, raramente prima dei 40 anni. La prognosi generalmente è buona, il tumore è spesso diagnosticato quando la malattia è confinata  al corpo uterino. La sopravvivenza globale è circa del 75% e dipende dallo stadio (rappresentante la diffusione della malattia) e dall’istotipo alla diagnosi. Le iperplasie endometriali semplici o complesse, possono rappresentare un fattore di rischio.

Per questa patologia, sono in svolgimento studi riguardanti:

      • Il profilo di modificazioni del DNA (mutazioni) per la differenziazione dei tumori dell’endometrio che recidivano e non
      • Molecole circolanti (DNA libero circolante mutato) nel sangue (biopsia liquida) per la diagnosi precoce/monitoraggio
  • Tumore della cervice: Colpisce la parte dell’utero sporgente in vagina chiamata “collo”. Si tratta di un carcinoma che si sviluppa abbastanza lentamente. Nei primi anni le alterazioni delle cellule della cervice sono limitate e non sono classificate come carcinoma, ma lesioni pre-cancerose o CIN e possono essere identificate mediante un esame della cervice definito PAP-test o striscio, che consente di riconoscere precocemente le eventuali cellule anomale, oppure tramite un test-HPV per la valutazione della presenza di questo virus. E’ noto che nell’insorgenza del cancro della cervice sia coinvolto il Papilloma Virus Umano (HPV). Esistono campagne di screening basate sul PAP-test e/o la valutazione di HPV al fine di individuare precocemente le lesioni pre-cancerose e campagne di vaccinazione anti-HPV per prevenire l’infezione.

Per questa patologia, sono in svolgimento studi riguardanti:

      • Il ruolo svolto dall’infezione di HPV (tipo di HPV e quantità) presente nelle urine e nel tumore della cervice .

2) patologie della donna in gravidanza

La placenta rappresenta un elemento funzionale essenziale per la gravidanza. È’ infatti un organo altamente specializzato nel controllo dello scambio di ossigeno e di sostanze nutritive dalla madre al feto,  ma è anche capace di produrre e secernere sostanze ormonali, neuropeptidi, fattori di crescita, fattori angiogenetici, fattori infiammatori e immunitari fondamentali per fisiologia dell’unità feto-placentare.

Ad oggi, numerosi studi hanno dimostrato il ruolo della placenta nella storia naturale delle principali patologie ostetriche, quali parto pretermine (PPT), disordini ipertensivi della gravidanza, ritardo di crescita intrauterino (IUGR), morte fetale intrauterina (MIF). Tale ruolo è stato dimostrato dallo studio di markers placentari sia di tipo molecolare che biofisico da utilizzare nella predizione del rischio di insorgenza di patologia e nell’identificazione precoce di tali complicanze ostetriche. Inoltre, un numero crescente di evidenze supporta l’importanza dei primi 1000 giorni di vita, in termini patologie, nutrizione, fattori ambientali, farmaci, nel contribuire alla predisposizione all’insorgenza delle malattie in età adulta, incluse le complicanze ostetriche, mediante meccanismi di tipo epigenetico.

 

Studi di base:

  • Studio di marcatori molecolari nel siero materno e nella placenta per definire il del ruolo dello stress ossidativo nel parto prematuro e patologie gravidiche su base placentare
  • Ruolo svolto da molecole coinvolte nell’infiammazione e nella regolazione del sistema immunitario nel parto prematuro
  • Ruolo svolto da molecole coinvolte nell’autofagia e parto pretermine nelle gravidanze multiple

Studi clinici:

  • Ruolo dei fattori legati ai primi 1000 giorni di vita delle gestanti affette da complicanze ostetriche (parto pretermine, preeclampsia, diabete gestazionale)
  • Valutazione ecografica longitudinale della velocità di crescita nelle gravidanze con diabete gestazionale
  • Valutazione ecografica dell’utero di donne con pregressa emorragia postpartum
  • Determinanti delle terapia insulinica versus terapia dietetica nelle pazienti con diabete gestazionale
  • Valutazione dei parametri vitali nelle donne in gravidanza quale indicatore dello stato di stress
  • Valutazione dello stress score e del rischio di depressione postpartum nel puerperio

3) patologie della donna in post-menopausa

Con menopausa si indica quel periodo della vita di ogni donna caratterizzato da importanti cambiamenti della funzione ormonale femminile che determinano la scomparsa del ciclo mestruale. Clinicamente, però, il progressivo esaurirsi della produzione ovarica ormonale, provoca una serie di disturbi e malesseri alterando quell’equilibrio che ha accompagnato la donna per tutta l’età fertile. Oltre a disturbi vasomotori, secchezza vaginale e alterazioni del tono dell’umore, aumenta il rischio cardiovascolare e le patologie neurodegenerative. In una piccola percentuale di casi  la menopausa si verifica prima dei 40 anni configurando la condizione dell’insufficienza ovarica precoce (POI).  Diversi fattori esogeni possono portare a questo evento, come infezioni virali, disfunzioni metaboliche, malattie autoimmuni e fattori ambientali o iatrogeni, anche se nella maggior parte dei casi, il meccanismo che porta alla malattia è sconosciuto.

  • Studi clinici:
    • Valutazione del profilo immunologico in giovani donne con impoverimento prematuro del patrimonio ovarico

CHI CI SOSTIENE

L’Accademia della Salute della Donna svolge la sua attività grazie a enti pubblici e privati che condividono l’obiettivo di promuovere il benessere della donna. Tra queste:

  • Università degli studi di Firenze e Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi:
  • Bayer
  • Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze
  • Fondazione Mayer
  • Istituto Toscano tumori (ITT)
  • Ospedali Palagi Firenze
  • Ministero della Salute

COLLABORAZIONI ESTERE

  • Imperial College, Londra (Prof. P Bennett – Prof. C Fotopoulou)
  • Institute Cochin, Université Paris Descartes, Parigi (Prof C Chapron)
  • University of Edinburgh, Edinburgo (Prof J Norman, Prof H Critchley)
  • Yale University, New Haven, USA (Prof H Taylor)
  • University of California, San Francisco (UCSF), USA (Prof L Giudice)